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Ravenna è una città dell'Emilia-Romagna di 149.084 abitanti circa, capoluogo della provincia omonima, centro più popolato e storicamente importante della Romagna. La città è situata nell'entroterra ma è collegata al Mare Adriatico dal canale navigabile Candiano.
Un patrimonio dell'umanità, a misura d'uomo
Ravenna è giustamente famosa in tutto il mondo per la bellezza dei mosaici che adornano le sue basiliche. Ben otto degli edifici antichi della città sono stati dichiarati dall'UNESCO Patrimonio dell'umanità. La maestosità e la ricchezza di questi luoghi contrastano piacevolmente con la placidità della città attuale. Ravenna può essere veramente definita una città a misura d'uomo. La si può facilmente girare in bicicletta, come del resto fa la maggior parte dei suoi abitanti. E la bicicletta è anche il mezzo migliore per esplorare le vicine pinete, quella di Classe, quella di Cervia, quella di San Vitale, o le foci del Bevano. Si tratta di luoghi poco conosciuti, ma di grande suggestione, oltre che di interesse naturalistico.
Ravenna capitale
Ravenna è stata tre volte capitale: dell'Impero romano d'occidente, del regno dei Goti di Teodorico, dell'Impero di Bisanzio in Europa. Ogni periodo ha le sue testimonianze artistiche. Molti degli edifici dell'età tardo imperiale si devono a Galla Placidia, sorella dell'imperatore Onorio, che nel 402 d.C. trasferì qui la capitale dell'Impero d'occidente.
La Chiesa di San Giovanni
La chiesa di San Giovanni, ad esempio, fu voluta da Galla Placidia per adempiere un voto. È la più antica della città e ha subito molti rimaneggiamenti nei secoli. Il campanile è del X secolo. Gli affreschi di una delle cappelle della navata sinistra sono di scuola giottesca. Sono anche conservati i resti dei mosaici medievali che decoravano il pavimento.
La Basilica di San Francesco
Anche della basilica di San Francesco originale, voluta dal Vescovo Neone nel 460, non rimane molto, dato che è stata ricostruita nel X secolo. Accanto alla chiesa si trova la tomba di Dante, i cui funerali quasi certamente vennero celebrati qui. Davanti alla tomba settecentesca arde una lampada votiva alimentata dall'olio d'oliva delle colline toscane, offerto ogni anno dal comune di Firenze, per espiare l'esilio inflitto a suo tempo a Dante. E ogni sera una campana posta sulla tomba del poeta e donata a Ravenna dai Comuni d'Italia suona tredici rintocchi per ricordare l'ora che volge il desio / ai naviganti e intenerisce il core.
Il Battistero Neoniano e il Mausoleo di Galla Placidia
Il battistero neoniano o ortodosso è una semplice costruzione in mattoni a pianta ottagonale, dell'inizio del V secolo. Il suo interno, e la cupola in particolare, è invece riccamente decorato con raffinati mosaici. Lo stesso effetto lo si ha visitando il bellissimo Mausoleo di Galla Placidia. L'esterno è molto semplice. Ma, una volta entrati, si rimane a bocca aperta ad ammirare la cupola rivestita di mosaici che riproducono un cielo stellato. Si dice che il cantante americano Cole Porter abbia scritto la sua famosa Night and day dopo aver visitato il mausoleo. Sono i mosaici più antichi della città.
Il Mausoleo di Teodorico e il Battistero degli Ariani
Teodorico re dei Goti è stata un'altra fondamentale figura per la storia artistica di Ravenna. Il mausoleo a lui dedicato è un edificio austero e spoglio, costituito da 520 blocchi di calcare, presi da una precedente necropoli dei Goti. La gigantesca cupola è costituita da un unico blocco. Teodorico, che aderiva all'eresia ariana (per la quale Cristo aveva solo una natura umana), fece costruire il Battistero degli Ariani, un tempio poi divenuto cattolico. I bellissimi mosaici della cupola, che rappresentano il battesimo di Cristo nel Giordano, rispecchiano il credo degli ariani. Ad esempio, Cristo è raffigurato nudo, per affermare la sua natura umana.
Basilica di Sant'Apollinare Nuovo
Anche la basilica di Sant'Apollinare nuovo, sempre voluta da Teodorico, era una chiesa ariana, riconvertita in seguito al culto cattolico. Il suo aspetto esterno risale al XVI secolo. L'interno a tre navate separate da imponenti colonne di marmo, è decorato con alcuni dei mosaici più belli e famosi della città. Le scene del nuovo testamento sono dell'epoca di Teodorico. Mentre la teoria delle vergini e la teoria dei martiri sono dell'epoca di Giustiniano.
Basilica di San Vitale
Proprio all'imperatore di Bisanzio Giustiniano e a sua moglie Teodora si deve la Basilica di San Vitale, uno dei monumenti principali dell'epoca paleocristiana. Si tratta di un'imponente costruzione ottagonale in mattone. Come in tutte le chiese ravennati, ad un esterno spoglio corrisponde un interno meravigliosamente decorato a mosaico. I più famosi si trovano nell'abside e raffigurano Giustiniano e Teodora con i loro seguiti. I più raffinati sono le scene dell'antico testamento e le figure dei profeti e degli evangelisti presenti nel presbiterio.
Basilica di Sant'Apollinare in Classe
Poco fuori Ravenna, a Classe, dove un tempo si trovava il porto della città che fu sede della flotta dell'impero romano, c'è la Basilica di Sant'Apollinare in Classe. La grande chiesa si staglia in un paesaggio verde e pianeggiante. Risale al VI secolo, tranne il suo inconfondibile campanile cilindrico in cotto, che è del X secolo. L'interno è ampio e diviso in tre navate da colonne con capitelli decorati. Anche qui ci sono meravigliosi mosaici. Nell'abside ci sono la famosa trasfigurazione di Cristo sul Monte Tabor e la rappresentazione di Sant'Apollinare con il suo gregge di fedeli. Secondo alcuni studiosi, i paesaggi raffiguranti rappresentano proprio la pineta di Ravenna.
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