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Sotto la superficie di Napoli si nasconde un'altra città, vasta e misteriosa.
La Napoli sotterranea è antica almeno quanto quella alla luce del sole. Fin dalla sua fondazione, infatti, la città ha sempre vissuto su due livelli. I Greci hanno scavato nel sottosuolo per prelevare grandi quantità di tufo, usato per edificare la città. Così si sono create delle vaste cavità utilizzate come ipogei, cioè tombe sotterranee, e poi, in epoche successive, come acquedotti, cisterne, catacombe, luoghi di culto, cimiteri, rifugi antiaerei. Tutti questi ambienti sono spesso stratificati l'uno sull'altro.
La Napoli sotterranea attualmente conosciuta conta circa 700 di queste cavità e occupa almeno un milione di metri cubi, una buona parte visitabili. Ma, secondo gli speleologi, c'è uno spazio quasi doppio ancora da scoprire.
Neapolis, la città greca e poi romana
Gli ingressi alla Napoli sotterranea sono diversi. Nel centro, in via dei Tribunali, presso la chiesa di San Lorenzo Maggiore, si può ammirare uno spaccato di Neapolis, la città greca e poi romana. Sono ancora visibili le botteghe artigiane, tra le quali si distinguono quella del fornaio e quella del lavandaio, l'aerarium, dove si custodiva il tesoro della città, la cisterna, il mercato coperto. Ma sono altrettanto ben visibili i resti della basilica paleocristiana, di cui rimane l'aula a tre navate, e quelli, della sala capitolare di epoca normanna.
L'acquedotto romano
Non lontano da via dei Tribunali, in piazza San Gaetano, di fronte alla chiesa di San Paolo Maggiore, si scende fino a 40 metri sotto al livello della strada e ci si trova negli spazi dell'acquedotto romano. Si estende per quasi 10.000 metri quadrati ed è un susseguirsi di cunicoli scavati nel tufo e di cisterne. L'acquedotto, durante la seconda guerra mondiale è stato usato come rifugio antiaereo, come testimoniano alcune scritte e alcuni cimeli.
Il culto dei morti
Sempre lungo via dei Tribunali, che era il decumano centrale della città romana, si trova la chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco. Al di sotto della chiesa si trova un ipogeo, che dal '600 è diventato un luogo dove si celebra il culto popolare dei morti. La cripta, come anche la chiesa, è decorata con teschi e ossa, oltre che con lapidi di defunti appartenenti alla confraternita religiosa che ha fondato la chiesa. Qui, per secoli e almeno fino al 1980, si sono venerati i morti senza nome. Vi si svolgevano fino a 50 messe al giorno e i fedeli portavano fiori, candele ed ex voto alle anime per ottenere una grazia.
Ma il luogo più famoso di Napoli dedicato al culto dei morti è il cosiddetto cimitero delle Fontanelle. Si trova nel rione Sanità, sotto la chiesa di Maria Santissima del Carmine. Qui si omaggiano le pezzentelle, le anime del purgatorio che hanno bisogno di preghiere per poter raggiungere il paradiso, e i morti senza nome. Il luogo è suggestivo e macabro insieme. Negli stretti cunicoli e nelle cavità scavate nel tufo ci sono migliaia di teschi, di omeri, di tibie. Per secoli sono stati venerati e accuditi con fede devota con preghiere, lumini, offerte ed ex voto. Il culto è iniziato nel '600, al tempo della peste, quando i cadaveri venivano ammonticchiati nelle cavità sotterranee della città.
Le Catacombe
Sempre nel rione Sanità ci sono tre bellissime e suggestive catacombe di epoca paleocristiana. Questa zona della città all'epoca si trovava al di fuori delle mura della città. Dato che in città non si potevano seppellire cadaveri, questa zona è stata usata come cimitero. Le catacombe napoletane, infatti, al contrario di quelle romane, non erano un luogo di rifugio per i cristiani, ma un luogo di sepoltura. Per questo sono costituite da spazi piuttosto ampi e non da cunicoli.
Le catacombe di San Gennaro sono considerate le più importanti dell'Italia meridionale. Vi si accede dalla chiesa della Madre del Buon Consiglio e sono adiacenti all'antica chiesa di San Gennaro extra moenia. La loro fondazione risale al II secolo d. C. Sembra che il nucleo originale fosse una tomba pagana, donata alla nascente comunità cristiana. Sono su due livelli. In quello inferiore, il più antico, si trova l'antico battistero. Mentre nel livello superiore c'è la cripta dei vescovi. Qui per secoli sono stati sepolti i vescovi della città, compreso San Gennaro. Ora le spoglie del santo patrono della città si trovano nel Duomo, ma sembra che la sua immagine affrescata nelle catacombe sia la sua più antica rappresentazione. Oltre a questo affresco, i muri delle catacombe sono ornati con altri bellissimi dipinti.
Le catacombe di San Gaudioso si trovano presso la chiesa di Santa Maria della Sanità, nel cuore del rione Sanità. Anche questo è stato un luogo di sepoltura, dall'età paleocristiana al '600. Sulle pareti si possono vedere affrescati gli scheletri e con un teschio vero incassato nella parete. Ci sono anche dei sedili, chiamati cantarelle e ricavati nelle pareti di tufo, dove i cadaveri venivano riposti seduti in attesa che si seccassero.
Le catacombe di San Severo, presso l'omonima chiesa, erano originariamente la tomba del vescovo Severo, poi trasformatesi un grande cimitero sotterraneo. Ora è possibile vedere solo una tomba del V secolo.
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